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lunedì 15 settembre 2014

Intervista ad Alessandro Galli

D) Grazie per essere qui con noi oggi Alessandro, cosa ti ha spinto ad iniziare con il culturismo?

Ciao Vittorio, grazie per avermi dato la possibilità di essere con Voi. Ho iniziato ad allenarmi in palestra come tutti per stare in forma, poi ero talmente in forma dopo qualche anno di palestra che mi hanno letteralmente "buttato" su un palco sempre nella categoria hp senza nemmeno prepararmi per quanto ero definito.

D) Se non ricordo male mi dicevi che venivi da un altro sport...il ciclismo, come mai questo passaggio?

Si venivo dal ciclismo prima (ho corso 12 anni a livello agonistico) poi 2 anni triathlon e come ti dicevo per rimanere in forma sono approdato all'allenamento con i pesi a 23 anni quando iniziai a spostare il primo "ferro" pesavo 66kg. ma molto asciutto.

D) Chi sono i tuoi miti nel culturismo e perchè?

I miei miti del culturismo sono Tony Freeman e Dexter Jackson . Tony perché è un bellissimo fisico proporzionato e molto bello anche giù dal palco visto la sua imponenza eleganza ed altezza. Dexter lo sappiamo tutti tant'è perfetto che sembra finto visto da vicino

D) Per anni sei stato vincitore al 2T nella categoria Classic e poi sei arrivato fino al prestigioso palco dell' Arnold amatoriale vincendolo, ci puoi raccontare questa esperienza?

Ho partecipato diverse volte al 2 torri e vinto l'assoluto body evolution. Una gara molto affascinante e la vera gara Italiana, per me quella è il vero campionato Italiano, tutti i migliori sono li.
Poi l'esperienza all' Arnold è stata fantastica. Al di la del risultato tutto il mondo del b.building Americano e mondiale ha apprezzato la mia dote dei glutei e schiena striati tanto da ricevere un riconoscimento come miglior gluteo del body building mondiale!

D) Qualcuno dice che Galli è solamente i suoi glutei striati, tu cosa rispondi a queste critiche?

Le critiche ci sono sempre, l'invidia è all'ordine del giorno, io parlo con i fatti, se fosse stato solo per i glutei non avrei vinto cosi tanto.....poi non sono una donna! :)

D) Il momento più esaltante per la tua carriera agonistica fin ora?


Il momento più esaltante credo la vittoria all'assoluto del secondo Arnold Classic!

D) Cosa ti piace del bodybuilding?

Nel body building mi piace la disciplina la possibilità di raggiungere traguardi personali inaspettati a patto che ci sia soprattutto disciplina e sacrificio. Nessuno regala niente e le pozioni magiche non esistono altrimenti saremmo tutti 120kg. e professionisti. La genetica ha un ruolo fondamentale

D) Parlaci della tua collaborazione con la +watt, com'è nata e come continua?

Lavoro da anni nel settore integratori, prima per un'azienda terzista poi per +watt. Conosco molto bene tutto è mi rendo conto che purtroppo non c'è informazione.
Se un prodotto costa poco ci sarà un motivo? Ebbene si, esiste sempre un perché.
+Watt è un'azienda seria, una grande famiglia gestita da persone serie ed appassionate, la produzione è interna, il titolare è il Dott. Favaron biologo e molto competente in materia. La collaborazione continua perché in primis esiste un grande rapporto umano e poi la serietà prima di tutto che alla lunga è sempre premiata infatti stiamo lavorando molto anche in questo periodo poco facile economicamente parlando.

D) Cosa consiglieresti ai neofita come primo approccio alla dieta per il culturismo?

Al neofita come primo approccio alla dieta per il culturismo consiglierei di informarsi, leggere capire il perché e non fare dei "copia incolla"!



D) Il segreto della tua condizione di gara?

Il segreto della mia condizione è la perseveranza, la pazienza, l'essere pignolo, informarmi, capire le reazioni del corpo, ma soprattutto avere i piedi per terra e non montarsi la testa percè nessuno è perfetto ma dobbiamo provarci e non adagiarci. Poi geneticamente sono stato fortunato per quanto riguarda la definizione muscolare, credo in vita mia di non aver superato mai l' 8-9% di massa grassa, e non per caso comunque...:)

D) Cosa ti sembra che si possa fare, dal tuo punto di vista, per migliorare il culturismo in Italia?

Per migliorare il culturismo ci vorrebbe una sola federazione :)


D) Cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo per il loro impegno nel bodybuilding?

Per impegnarsi nel b.building come dicevo sopra: costanza, pazienza, umiltà e informazione (non sono in ordine d'importanza ma sono tutti elementi fondamentali)

D) Piani agonistici futuri?

Non credo di gareggiare più. Ogni cosa a suo tempo :)

D)Siamo alla fine, vuoi ringraziare qualcuno?

Voglio ringraziare il Dott. Trapani che mi ha insegnato molto, la +watt che mi ha sempre aiutato prima come persona e POI come atleta. Voglio ringraziare il mio primo coch Angelo Rampini e la mia famiglia, mia figlia la mia prima tifosa. Grazie a te Vittorio per avermi dato la possiblità di parlare. Un abbraccio sportivo a tutti!

lunedì 8 settembre 2014

Thomas Benagli IFBB PRO- Italy's Secret Weapon

Thomas Benagli - Italy's Secret Weapon
by Christian Duque


Qualcosa sta accadendo nel mondo del bodybuilding agonistico. Nata come la divisione dei 202lbs , la 212lbs è la logica evoluzione, il proverbiale passo successivo. Proprio come la boxe o la lotta,le
classi più leggeri offrono molta competitività che a volte viene persa nei ragazzi più pesanti. Ma c'è di più, vale a dire con bodybuilding. I fan di Bodybuilding amano i freaks, da Markus Ruhl a
Big Ramy, fan amano i fisici possenti. Ma se è un ragazzo possiede una most muscular da panico, ha un ottimo tiraggio e / o ha vene ovunque, bè allora è davvero incredible!

Con gli atleti più pesanti, di solito si hanno uno o massimo due dei precedenti attributi ... ma nei 212lbs, bè loro hanno tutto questo!!!

Sono stato un fan di bodybuilding da oltre dieci anni, e in questo periodo ho incontrato
pochissimi ragazzi il cui principale obiettivo è semplicemente quello di essere tra i migliori. Per Thomas Benagli è sempre stato l'obiettivo principale quello di essere parte di ciò che io chiamo "l' elite dei 212" Anche  se devo ancora  avere il piacere di incontrarlo di persona, so che lui è una persona incredibilmente umile e molto riservata.

"Lo stallone italiano", come i suoi fan si riferiscono a lui, è senza dubbio uno dei migliori 212lbs in tutto il mondo, ma il 2014 è stato chiaramente l'anno in cui  giudici hanno confermato
quello che i fan sanno da molto, molto tempo. Da un 3° posto al Dallas Europa, ad una 4° al Tampa Pro, e un altrettanto impressionante Top 6 al Toronto Pro, Thomas ha lasciato il suo segno nel mondo del bodybuilding professionale. Uno sguardo al suo fisico e diventa evidente che si tratta di un atleta che si è impegnato nella creazione di spesse lastre muscoli densi. Ha deltoidi sviluppati, una schiena spessa, e ottimo sviluppo del torace. Anche se lui è molto grosso, ha mantenuto la sua vita molto piccola e piatta, quindi ha un ottimo controllo completo del suo tronco (una disciplina ferrrea che richiede all'atleta di mantenere il suo addome sempre ben teso e / o semi-rilassato per tutto il tempo sul palco).

Un "Pro Bodybuilder" come Thomas Benagli è uno showman sul palcoscenico. Gli atleti che lasciano andare il loro addome non hanno molta considerazione della loro condizione fisica, come invece dimostra di avere un ragazzo come Thomas.


Ma c'è di più oltre il fisico di Benagli, non solo la stazza.Infatti il suo posing è eccellente. Non so se si tratta di un prodotto di una prerogativa europea o di altri paese,  ma molti bodybuiders internazionali sembrano avere molto interesse e si ispirano al posing classico dei primi bodybuilders.
per quanto riguarda la loro routine. Tutto, dalla scelta della musica, allo stile di posa è ricercato meticolosamente, provato e riprovato. Non credo che potremo mai vedere Benagli posare su una musica non adatta al suo fisico o una routine improvvisata come certi dilettanti allo sbaraglio. Ha troppo rispetto per questo sport, il palco e i tifosi. Il posing è veramente  una forma d'arte perduta - per la maggior parte dei bodybuilder moderni e per quasti tutti gli amatori, purtroppo.


Che si tratti di posing, spessore, simmetria, o estetica, Thomas Benagli ha tutto !!
Se siete fan di Flex Lewis, Kevin inglese, o Jose Raymond, lasciate che vi incoraggi a fare spazio per almeno un altro nome: Thomas Benagli. Lui fa parte di questa elite. Davvero. Nel tempo,
capirete esattamente cosa voglio dire!

mercoledì 3 settembre 2014

UN ANNO DOPO




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Evan Centopani Offseason Leg Workout 2014


martedì 2 settembre 2014

Io, papà e Marco....la famiglia Schembri!

di Andrea Schembri

In casa Schembri il podio è un luogo familiare. E sul palco, a posare, spesso ci salgono insieme, padre e figlio.
Armando, 53 anni da pochi giorni, è un agente di polizia stradale. Ha iniziato a far pesi trent'anni fa, quando era in servizio a Cesena. “Iniziai perchè era anche un modo per fare amicizie” - spiega. La sua passione, in realtà, è sempre stata il motocross, dove ha raggiunto buoni traguardi. Poi la scelta del bodybuilding, anche se ha interrotto più volte. “Mi sono sempre allenato – chiarisce Armando -, ma partecipavo alle gare in alcuni periodi, poi smettevo”. Fino a quando qualcuno lo ha spinto a tornare sul palco. Il figlio Andrea, che oggi ha 27 anni, e da quando aveva diciotto anni si allena con costanza ed ottimi risultati. “Nel 2005 – racconta Armando – ho preso parte ad una gara senza troppe ambizioni, a Palermo. Subito dopo ad Ispica, al Gran Prix, dove ho ottenuto due primi posti in altrettante categorie e il primo posto assoluto. L'anno dopo, nel 2006, ho vinto i campionati regionale, poi terzo posto ai campionati nazionali, a Roma”. L'elenco dei titoli è lungo. Nel 2008 ancora a Donnalucata al Gran Prix. Il 2012 è un anno importante con la partecipazione al Campionato del mondo a Roma. “Fin da ragazzino – racconta Andrea – i miei idoli erano Schwarzenegger, Stallone: tutta gente muscolosa. Già allora pensavo che nella vita bisogna essere speciali in qualcosa, nel mio caso lo sport che pratico. Pensavo, e penso anche oggi, che qualunque cosa va fatta al massimo, e non sono felice se non raggiungo il limite massimo in tutto. E questo secondo me significa vivere pienamente, piuttosto che limitarsi a esistere. Ho bisogno sempre di una sfida, di competere e mettermi alla prova... È questo il mio carattere: sono al mondo e sono fatto così”. In casa c'era già una piccola palestra, quale migliore occasione per mettersi alla prova? I risultati sono arrivati subito e si moltiplicano di anno in anno. Nel 2006 il Gran Prix di Donnalucata ha coppe “solo” per la famiglia Schembri. Andrea e Armando fanno incetta di titoli. Tre primi posti e due assoluti per il papà, primo posto junior per Andrea. A Roma, nel 2012, al campionato del mondo, Andrea accompagna il papà, ma non da spettatore. Armando ottiene il terzo posto over 45, Andrea un ottimo ottavo posto. Di recente sono saliti insieme sul palco a Comiso: primo posto per Armando, secondo per Andrea. Ancora una volta, quindi, una gara di bodybuilng “targata” Schembri. Andrea e Armando hanno preferenze di allenamento molto diverse. Più metodico il padre, mentre Andrea preferisce variare. “Io ho un preparatore, Salvuccio Figura, un amico che mi dà sempre dei consigli. Vado da lui a Ispica soprattutto in alcuni periodi”. Andrea, invece, preferisce fare tutto da solo. “Ho fatto dei corsi, mi tengo continuamente aggiornato. Mi piace spesso cambiare tipo di allenamento”



Armando è più schivo. “Quando andiamo in giro anche in estate al mare gira sempre in maglietta, non gli va di mettersi in mostra” - confida la moglie Giusy. “Ora forse un po' meno, ma capita che la gente un po' giudichi, ci indichi come esibizionisti. Ma guardano solo al prodotto finito, diciamo così, non a tutto l'impegno che viene messo per raggiungere dei risultati”. Il bodybuilding è anche lavoro mentale, perchè seguire una certa dieta e sottoporsi a duri allenamenti richiedono uno sforzo di volontà non indifferente. “Se mi faccio delle foto – dice Andrea – non è certo per metterle su facebook o per mettermi in mostra. Le uso per confrontare i risultati che sto ottenendo”. In spiaggia, comunque, non rischia di passare inosservato, ma come detto non è quello il suo obiettivo principale. Ha anche un sogno nel cassetto. “Mi piacerebbe vivere con quello che più mi piace fare, per questo spero di riuscire ad aprire una palestra”. E i sogni da atleta? “Vincere il mondiale entro i prossimi cinque anni”. Come vuole il detto, non c'è due senza tre.




Ci pensa Marco, vent'anni, il più piccolo di casa, a riempire la mensola delle coppe che tanto inorgogliscono tutta la famiglia, ad iniziare dalla mamma Giusy che segue figli e marito in ogni kermesse. “Bodybuilding? No Marco non ne ha mai fatto – spiega il papà -. Da quando aveva quattordici anni ha iniziato a praticare arti marziali. Il muay thai, poi un'altra disciplina simile, K1. Ha vinto tre campionati regionali di fila. Nel 2013 primo posto al campionato italiano”. Non si ferma ai titoli in tricolore. Marco vuole andare nel Paese del muay thai. Concluso il quinto anno alle scuole superiori, per regalo di diploma ottiene un biglietto aereo per Bangkok. “Lì si è allenato presso una scuola di arti marziali – prosegue Andrea nel racconto -. Gli è stato quindi proposto di combattere al Prison fight, un combattimento tra detenuti di una prigione ed atleti provenienti da tutto il mondo. Una gara rischiosa, dove si combatte senza protezioni.



Marco accetta, e a soli 19 diventa il primo italiano a vincere quella competizione. Erano quattro anni che nessuno straniero riusciva a battere i fortissimi atleti locali. Un combattimento molto duro, pensando che l'avversario, un thailandese, avrebbe ottenuto uno sconto di pena se fosse riuscito a vincere. Basta questo per immaginarsi il livello dello scontro”. Ora è entrato nell'Esercito italiano, dove spera di poter proseguire allenamenti e combattimenti. E mamma Giusy come vive l'esperienza dei suoi tre campioni? “A volte è dura per la questione dell'alimentazione, ma nel periodo pre gara spesso il cibo se lo preparano da soli. All'inizio preparavo piatti differenti, poi ho iniziato a mangiare anche io più o meno come loro, e mi mantengo in forma”.